Presentato il progetto esecutivo che dovrà essere vagliato in Regione: ricostruzione da oltre 14 milioni ma serviranno anni

FINALE
Una pianta cresce spontanea sulla facciata, dove trovi la linfa per sopravvivere rimane un mistero, ma è l’unica parvenza animata – piccioni esclusi – che aleggia sul municipio terremotato. Sono ormai passati otto anni e il grande palazzo di piazza Garibaldi rimane circondato dalle reti di protezione che ne indicano l’inaccessibilità. Eppure qualcosa si sta muovendo, rianimando la speranza di ridare una casa ai dipendenti comunali terremotati. La ricostruzione dell’imponente struttura, adottata anche dal Fondo Ambientale Italiano che contribuirà a finanziare il progetto, ha fatto uno, anzi due, passi in avanti.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato consegnato in municipio, dallo studio di Architetti Schulze & De Vita di Firenze, il progetto esecutivo del municipio, che ora comincerà l’iter di approvazione per ottenere il nullaosta di congruità da parte della Regione e dagli esperti della Soprintendenza di Bologna.

«È stato un lavoro lungo e pieno di ostacoli – scrive il sindaco Sandro Palazzi – per il momento abbiamo le carte, le tavole, i quadri economici, i computi metrici che si trasformeranno in un cantiere aperto. Speriamo che il tragitto per ottenere l’autorizzazione sia il più breve possibile per poi potere ricorrere alla procedura della gara di appalto per i lavori che dovremmo emettere entro il 2020».

Rispetto al prospetto grafico diffuso non cambierà pressoché nulla se confrontato con il municipio chiuso la notte del 20 maggio 2012 e riaperto per i blitz dei vigili del fuoco e dei dipendenti comunali impegnati a recuperare la necessaria documentazione burocratica. Certo, si rivedrà l’orologio funzionante, la statua di San Zenone e la cupola del torrino crollato, ma poi all’interno saranno diversi i cambiamenti funzionali a garantire una struttura che costerà oltre sei milioni di euro.

E a proposito di soldi, l’altro passo necessario per ristrutturare tutto il complesso municipale è stato sancito a metà settimana davanti ad un notaio. Era infatti necessario acquistare il negozio privato “Ex-Galei/Draghi Zita” di 50 metri quadrati, quello per semplificare che si trova di fronte all’ingresso del Duomo su via Cesare Battisti. Il Comune ha deliberato la compravendita per un valore di poco superiore ai 46mila euro. L’atto era propedeutico a riconsegnare alla proprietà pubblica tutto il complesso dal momento che il progetto di ricostruzione prevede anche di sistemare “palazzo Bortolazzi”, da tempo chiuso ai visitatori fatta eccezione qualche mostra allestita al piano terra e alla vecchia sede dell’R6j6 nei locali di via Trento Trieste. E su questo fronte il piano delle opere pubbliche mette a bilancio oltre 8 milioni di euro, che faranno del municipio l’opera più onerosa di tutto il post terremoto, oltre che la più importante per valore intrinseco della comunità. —

F.D.

Leggi l’articolo: Vecchio municipio, un altro passo avanti – Gazzetta di Modena Modena (gelocal.it)